Conciliazione Live



19 gennaio e 9 febbraio - ATOM IN ROME

Nuovo manifesto a SITO 

 


Direzione Artistica Guido Bellachioma

“Atom Heart Mother”, cuore pulsante del concerto, sarà eseguita con la partitura originale dell’artista sperimentale Ron Geesin (unico compositore esterno ad apparire in un disco dei Pink Floyd, periodo Waters, sino a Bob Ezrin con “The Trial” su “The Wall” del 1979), fornita direttamente al M° Piero Gallo. La forza evocativa dei quasi 25 minuti di questa suite, manifesto del rock sinfonico di tutti i tempi, sarà resa al massimo dal forte impatto emotivo suscitato dall'imponente coro (composto dall'unione del Coro Mavra, dell'Ensemble Thesaurus e del Coro Diapente per un totale di 90 persone), dalla magia della sezione orchestrale Ottonidautore, dalla forza evocativa dei Pink Floyd Legend, uno dei migliori tributi floydiani in circolazione, dalla melodia del violoncello del Maestro Dante Cianferra, che arriva direttamente al cuore e dall’energia del sassofonista americano Eric Daniel (Stevie Wonder, Zucchero, Alex Britti, Mia Martini, Joe Cocker, Tom Jones, George Benson, Astrud Gilberto, "King"Solomon Burke, Mike and Randy Brecker, Giorgia, Chaka Khan, Gil Evans, Gino Paoli, "Toots" Thielemans, The Temptations, James Taylor).

Più di 100 artisti sul palco per rappresentare al meglio uno straordinario viaggio artistico, che inizia temporalmente nel 1970. Gli album floydiani, simboleggianti le tappe del nostro viaggio, sono quelli che sintetizzano al meglio le complicate sfaccettature del rock degli anni 70, nonostante uno sia stato pubblicato nel 1983 (“The Final Cut”) è profondamente immerso nella decade precedente:

 

 

 

 

Atom Heart Mother (1970)

Meddle (1971)

The Dark Side of the Moon (1973)

Wish You Were Here (1975)

Animals (1977)

The Wall (1979)

The Final Cut (1983)

Il nuovo allestimento di “Atom in Rome” è ancor più dedicato alla contaminazione tra l’identità rock della band britannica e la musica classica. D’altronde sono universi, non solo sonori, paralleli, persino sovrapposti in alcuni momenti, che vivono della magia di musiche curiose e che si contaminano pur mantenendo la propria identità. Molte volte questa scintilla non scocca… l’esempio perfetto è il Festival di Sanremo, dove l’orchestra diventa solo un pretesto per eseguire in modo apparentemente più nobile troppe canzoni insieme. Non esiste nessuna connessione reale e tutto rimane a livello superficiale.

I Pink Floyd, grazie ai loro quasi infiniti classici e alle molte perle nascoste, scatenano la tempesta nel mare magnum delle nostre emozioni, oggi come ieri. Riescono a collegare i silenzi tra le note con l’armonia del suono (non la melodia bensì l’armonia, quel quid particolare che mette tutte le cose al punto giusto), così riconoscibile in tutte le fasi della loro carriera. Non suonano a 300 km orari, nonostante il batterista Nick Mason sia un appassionato di corse automobilistiche e Ferrari… non ne hanno bisogno… gli basta sollecitare le corde dell’anima, quelle che quando vibrano rendono più vulnerabili le persone. In questo modo riescono a scoprire in ognuno di noi territori sconosciuti a molti altri artisti, sia pure eccellenti. “ATOM IN ROME” è, prima di tutto, un atto d’amore verso questa musica immortale, dove non si deposita la polvere delle stagioni, anzi l’inarrestabile scansione temporale sembra donare nuova vita e infinite chiavi di lettura alle sempre attuali pulsioni sonore floydiane. Un mondo in chiaroscuro… dove i colori non sono mai accesi e chiassosi senza motivo, solo per colpire l’ascoltatore in modo banalmente epidermico… dove le composizioni sono raffinate e passionali al tempo stesso… esplorano i percorsi tra musica classica, psichedelia, canzone d’autore, musical e rock… dove il sezionamento del pentagramma moderno fa capire che le pause sono importanti quanto le note… dove tutto è giocato sul contrasto, sull’alternanza di suono e silenzio, pieno e vuoto… dove le luci giocano con le ombre… dove le infinite sfumature del grigio (delicato, romantico anche un po’ decadente) sono rese nella più completa e complessa totalità.

 

NASCE UNA RADIO PIRATA? PINK RADIO…

Dalle ore 20, orario d’apertura dell’Auditorium Conciliazione, inizierà le trasmissioni Pink Radio, 100% Rock, sino all’inizio dello spettacolo condurrà gli spettatori in un’immersione totale nelle vibrazioni “progressive rock”, che prendono vita sul finire degli anni 60 e ancora oggi sono vitali in band contemporanee come, tra gli altri, Radiohead, Muse, Sigur Rós e Godspeed You! Black Emperor.

Pink Radio, con al mixer un DJ, introdurrà l’ascoltatore ai brani e lo schermo presenterà video, musicisti, copertine, e informazioni varie dei dischi trasmessi… sarà un omaggio esplicito alle “mitiche” radio pirata che, tra gli anni 60 e 70, diedero un impulso reale alla diffusione del nuovo verbo rock, costringendo colossi come la BBC a rincorrerle lungo quel territorio di confine. Non a caso la BBC il 30 settembre 1967, proprio per contrastarle, inaugurò Radio 1, canale che diventò popolarissimo grazie al DJ John Peel (ospitò più volte gli stessi Pink Floyd). Pink Radio riaccenderà il trasmettitore durante l’intervallo e alla fine del concerto. Non permetterà che durante Atom in Rome lo spettatore sia abbandonato in sala senza musica.

Pink Radio: come una nuova radio pirata ormeggiata su un battello lungo il Tevere, non a caso proprio vicino all’Auditorium Conciliazione… nel nome di realtà, lontane nel tempo ma vicine nello spirito, come Radio Caroline e Radio London (inglesi), Radio Mercur (danese), Radio Syd (svedese), Radio Veronica e Radio Nordsee International (olandesi), Radio Antwerpen (belga) e di una passione senza tempo per la musica “diversa”.

 



Spettacoli:

sabato 19 gennaio ore 21.00  SOLD OUT
a grande richiesta si replica sabato 9 febbraio 2013 ore 21.00 SOLD OUT

“Atom Heart Mother”, cuore pulsante del concerto, sarà eseguita con la partitura originale dell’artista sperimentale Ron Geesin (unico compositore esterno ad apparire in un disco dei Pink Floyd, periodo Waters, sino a Bob Ezrin con “The Trial” su “The Wall” del 1979), fornita direttamente al M° Piero Gallo. La forza evocativa dei quasi 25 minuti di questa suite, manifesto del rock sinfonico di tutti i tempi, sarà resa al massimo dal forte impatto emotivo suscitato dall'imponente coro (composto dall'unione del Coro Mavra, dell'Ensemble Thesaurus e del Coro Diapente per un totale di 90 persone), dalla magia della sezione orchestrale Ottonidautore, dalla forza evocativa dei Pink Floyd Legend, uno dei migliori tributi floydiani in circolazione, dalla melodia del violoncello del Maestro Dante Cianferra, che arriva direttamente al cuore e dall’energia del sassofonista americano Eric Daniel (Stevie Wonder, Zucchero, Alex Britti, Mia Martini, Joe Cocker, Tom Jones, George Benson, Astrud Gilberto, "King"Solomon Burke, Mike and Randy Brecker, Giorgia, Chaka Khan, Gil Evans, Gino Paoli, "Toots" Thielemans, The Temptations, James Taylor).

Più di 100 artisti sul palco per rappresentare al meglio uno straordinario viaggio artistico, che inizia temporalmente nel 1970. Gli album floydiani, simboleggianti le tappe del nostro viaggio, sono quelli che sintetizzano al meglio le complicate sfaccettature del rock degli anni 70, nonostante uno sia stato pubblicato nel 1983 (“The Final Cut”) è profondamente immerso nella decade precedente:

Atom Heart Mother (1970)

Meddle (1971)

The Dark Side of the Moon (1973)

Wish You Were Here (1975)

Animals (1977)

The Wall (1979)

The Final Cut (1983)

 

Il nuovo allestimento di “Atom in Rome” è ancor più dedicato alla contaminazione tra l’identità rock della band britannica e la musica classica. D’altronde sono universi, non solo sonori, paralleli, persino sovrapposti in alcuni momenti, che vivono della magia di musiche curiose e che si contaminano pur mantenendo la propria identità. Molte volte questa scintilla non scocca… l’esempio perfetto è il Festival di Sanremo, dove l’orchestra diventa solo un pretesto per eseguire in modo apparentemente più nobile troppe canzoni insieme. Non esiste nessuna connessione reale e tutto rimane a livello superficiale.

I Pink Floyd, grazie ai loro quasi infiniti classici e alle molte perle nascoste, scatenano la tempesta nel mare magnum delle nostre emozioni, oggi come ieri. Riescono a collegare i silenzi tra le note con l’armonia del suono (non la melodia bensì l’armonia, quel quid particolare che mette tutte le cose al punto giusto), così riconoscibile in tutte le fasi della loro carriera. Non suonano a 300 km orari, nonostante il batterista Nick Mason sia un appassionato di corse automobilistiche e Ferrari… non ne hanno bisogno… gli basta sollecitare le corde dell’anima, quelle che quando vibrano rendono più vulnerabili le persone. In questo modo riescono a scoprire in ognuno di noi territori sconosciuti a molti altri artisti, sia pure eccellenti. “ATOM IN ROME” è, prima di tutto, un atto d’amore verso questa musica immortale, dove non si deposita la polvere delle stagioni, anzi l’inarrestabile scansione temporale sembra donare nuova vita e infinite chiavi di lettura alle sempre attuali pulsioni sonore floydiane. Un mondo in chiaroscuro… dove i colori non sono mai accesi e chiassosi senza motivo, solo per colpire l’ascoltatore in modo banalmente epidermico… dove le composizioni sono raffinate e passionali al tempo stesso… esplorano i percorsi tra musica classica, psichedelia, canzone d’autore, musical e rock… dove il sezionamento del pentagramma moderno fa capire che le pause sono importanti quanto le note… dove tutto è giocato sul contrasto, sull’alternanza di suono e silenzio, pieno e vuoto… dove le luci giocano con le ombre… dove le infinite sfumature del grigio (delicato, romantico anche un po’ decadente) sono rese nella più completa e complessa totalità.

 

NASCE UNA RADIO PIRATA? PINK RADIO…

Dalle ore 20, orario d’apertura dell’Auditorium Conciliazione, inizierà le trasmissioni Pink Radio, 100% Rock, sino all’inizio dello spettacolo condurrà gli spettatori in un’immersione totale nelle vibrazioni “progressive rock”, che prendono vita sul finire degli anni 60 e ancora oggi sono vitali in band contemporanee come, tra gli altri, Radiohead, Muse, Sigur Rós e Godspeed You! Black Emperor.

Pink Radio, con al mixer un DJ, introdurrà l’ascoltatore ai brani e lo schermo presenterà video, musicisti, copertine, e informazioni varie dei dischi trasmessi… sarà un omaggio esplicito alle “mitiche” radio pirata che, tra gli anni 60 e 70, diedero un impulso reale alla diffusione del nuovo verbo rock, costringendo colossi come la BBC a rincorrerle lungo quel territorio di confine. Non a caso la BBC il 30 settembre 1967, proprio per contrastarle, inaugurò Radio 1, canale che diventò popolarissimo grazie al DJ John Peel (ospitò più volte gli stessi Pink Floyd). Pink Radio riaccenderà il trasmettitore durante l’intervallo e alla fine del concerto. Non permetterà che durante Atom in Rome lo spettatore sia abbandonato in sala senza musica.

Pink Radio: come una nuova radio pirata ormeggiata su un battello lungo il Tevere, non a caso proprio vicino all’Auditorium Conciliazione… nel nome di realtà, lontane nel tempo ma vicine nello spirito, come Radio Caroline e Radio London (inglesi), Radio Mercur (danese), Radio Syd (svedese), Radio Veronica e Radio Nordsee International (olandesi), Radio Antwerpen (belga) e di una passione senza tempo per la musica “diversa”.